Esistono esempi di violazioni di diritti umani da parte di multinazionali svizzere?

Sì.

La miniera d'oro Bissa in Burkina Faso...

Secondo uno studio di Sacrificio Quaresimale, l’attività di una miniera d’oro situata in Africa occidentale ha diverse conseguenze sulla vita delle persone e sull’ambiente: ad esempio gli spostamenti forzati, che costringono la popolazione locale ad avere terreni meno fertili e un accesso limitato all’acqua, oppure l’estrazione di oro, che causa alluvioni e distrugge i terreni agricoli. Un acquirente dell’impresa è o era la raffineria Metalor con sede in Ticino. L’iniziativa per multinazionali responsabili consentirebbe di imporre alla raffineria svizzera l’obbligo di diligenza, punendo così le violazioni di diritti umani.

…oppure la miniera di carbone a Mudimeli in Sudafrica.

Uno studio condotto da Pane per tutti in Sudafrica sottolinea l’importanza dell’obbligo di diligenza. L’estrazione di carbone non si limita solo a inquinare l’acqua e l’aria, bensì ha anche conseguenze economiche per la popolazione locale, ad esempio malattie polmonari causate da livelli molto elevati di polveri fini ed esplosioni che creano crepe nelle case. Finora l’impresa svizzera Vitol non ha fatto nulla per risolvere la situazione, che però dovrebbe cambiare se l’iniziativa per multinazionali responsabili fosse accolta.

Qui trovate più esempi di casi concreti.

Quali settori sono coinvolti? 

La maggior parte delle violazioni di diritti umani si riscontra in larga misura nella produzione di materie prime e la Svizzera è la più grande piazza commerciale al mondo per molte materie prime.

Almeno un terzo del commercio globale di materie prime si sviluppa attraverso la Svizzera. Il 60 per cento dei metalli e del caffè è commercializzato tramite la Svizzera, come pure il 50 per cento dello zucchero a livello globale e un terzo della quantità complessiva di cereali e petrolio.
(Fonte: swiss academies factsheets)

In questo scenario, con l’iniziativa per multinazionali responsabili la Svizzera può influenzare notevolmente la situazione del settore globale delle materie prime, come pure quella del settore finanziario in cui la Svizzera riveste un ruolo altrettanto importante.

A cosa serve l’iniziativa?

Secondo uno studio delle organizzazioni di cooperazione allo sviluppo Pane per tutti e Sacrificio Quaresimale, le multinazionali svizzere considerano a malapena la politica dei diritti umani.

 

Soltanto l’11 per cento delle 200 maggiori multinazionali svizzere basa la propria politica aziendale sulle linee guida dell’ONU per l’economia e i diritti dell’uomo. Nel 27,5 per cento di esse vige un codice comportamentale per le relazioni d’affari. Tuttavia, la maggior parte delle multinazionali (61,5 per cento) non attua né una politica dei diritti umani, né un codice comportamentale.

Conclusioni dello studio:

  • due terzi delle maggiori multinazionali svizzere non attuano una politica dei diritti umani;

  • la maggior parte delle multinazionali che si occupano in modo approfondito di questioni relative ai diritti umani sono le «maggiori» che erano già state accusate pubblicamente di aver violato diritti umani;

  • solo poche multinazionali hanno introdotto volontariamente una politica dei diritti umani previdente e attendibile. Osservando le 14 grandi imprese che dal 2011 si sono occupate in modo dettagliato delle linee guida dell’ONU, risulta che anche quelle più progressiste si trovano ancora in una fase pilota per quanto concerne la loro politica dei diritti umani.

Qui trovate l’intero studio.

A cosa mira l'iniziativa?

L’iniziativa per multinazionali responsabili è incentrata su un obbligo di diligenza nel rispetto dei diritti umani. Tale obbligo si basa sulle linee guida dell’ONU per l’economia e i diritti dell’uomo redatte dal prof. Ruggie: le imprese sono tenute a esaminare le loro attività in funzione di eventuali violazioni di diritti umani e di danni ambientali.

L’obiettivo dell’iniziativa è obbligare le multinazionali con sede in Svizzera a rispettare la protezione dei diritti umani e gli standard ambientali anche all’estero, dove sono attive esse in prima persona oppure loro filiali. In futuro, ciò non sarà più volontario per le multinazionali in Svizzera, bensì sarà prescritto a livello legale.

Cosa migliora l’iniziativa?

La regolamentazione vincolante a livello legale per il rispetto dei diritti umani è importante. Nel confronto internazionale le imprese svizzere si classificano al quinto posto in quanto ad accuse di violazioni di diritti umani. La Svizzera rientra così tra i paesi in cui si registra il maggior numero di accuse di violazioni di diritti umani da parte di aziende.

In questo contesto l’iniziativa consente di prevenire numerose violazioni di diritti umani in tutto il mondo e, al contempo, aiuta a mantenere intatta la reputazione della Svizzera, affinché dopo la crisi bancaria non si sviluppi anche una “crisi delle materie prime”.

Perché i paesi coinvolti non fanno nulla contro le violazioni di diritti umani?

Confronto del PIL e della cifra d’affari 2015

Le multinazionali esercitano un potere economico notevole e spesso sono più potenti dei governi dei paesi in cui sono attive. Di conseguenza, la popolazione locale non è protetta dal governo e dalle leggi nazionali, come accade invece in Svizzera. Le multinazionali sono più propense ad agire a propria discrezione per conseguire il profitto massimo, Spesso, purtroppo, senza alcun riguardo nei confronti dei diritti umani e degli standard ambientali.

Cosa cambia l’iniziativa in modo concreto nella Costituzione federale?

 

Spiegazioni sul testo dell’iniziativa 

Spiegazioni giuridiche dettagliate (in francese)

Cosa implica per la mia PMI?

Le PMI non hanno la possibilità di esaminare in modo completo l’intera catena di fornitura, pertanto sono coinvolte a malapena, a meno che non sono attive in un settore ad alto rischio.

Esempi di PMI attive in un settore ad alto rischio sono le raffinerie di oro o le aziende commercianti in diamanti. Un panettiere che importa la farina dall’estero, ad esempio, non sarebbe coinvolto, ma lo sarebbe la multinazionale alimentare che commercializza il frumento.

Cosa ne pensa la popolazione svizzera?

Un’inchiesta rappresentativa svolta a inizio novembre 2017 ha rivelato che allora il 77 per cento della popolazione svizzera avrebbe approvato l’iniziativa.

In Svizzera romanda la percentuale sarebbe stata del 91 per cento e in Svizzera tedesca del 72 per cento. Sebbene, in un primo momento, l’approvazione nei confronti delle iniziative sia sempre alta, è raro riscontrare cifre così elevate.

Non si può gestire il problema in altro modo?

Nel 2012, oltre 50 ONG avevano già preteso un avvicinamento all’iniziativa per multinazionali responsabili con la petizione «Diritti senza frontiere», sottoscritta da oltre 135 000 persone.

 

 

Cosa posso fare personalmente?

1. Caricare un messaggio e una fotografia sulla piattaforma Chiesa per IMR.

2. Condividere il messaggio con colleghe, colleghi, amiche, amici e conoscenti.

3. Chiedere alla propria comunità parrocchiale, Chiesa cantonale od organizzazione ecclesiastica se desidera pronunciarsi a favore dell’iniziativa per multinazionali responsabili.

4. Completare o migliorare i nostri argomenti nostri argomenti: argomenti@chiesaperimr.ch

5. Fare una donazione per le nostre inserzioni e i nostri manifesti. 

6. Visitare, diffondere e organizzare personalmente eventi.

7. Scrivere lettere aperte a giornali.

8. Inserire nella propria firma e-mail il logo di Chiesa per IMR e il collegamento al sito web della piattaforma.

9. Votare SÌ all’iniziativa per multinazionali responsabili, qualora si arriverà a una votazione.

Cosa possiamo fare in qualità di comunità parrocchiali?

1. Far registrare la propria comunità parrocchiale nella piattaforma Chiesa per IMR: parrocchie@chiesaperimr.ch.

2. Inserire il link a Chiesa per IMR in modo ben visibile nel proprio sito web.

3. Informare i propri membri in merito a Chiesa per IMR.

4. Completare o migliorare i nostri argomenti: argomenti@chiesaperimr.ch

5. Fare una donazione per le nostre inserzioni e i nostri manifesti.

6. Visitare, sostenere, diffondere e organizzare personalmente eventi sull’iniziativa per multinazionali responsabili.

7. Mettere a disposizione locali per eventi sull’iniziativa per multinazionali responsabili.

Cosa possiamo fare in qualità di organizzazioni?

1. Far registrare la propria organizzazione nella piattaforma Chiesa per IMR: organizzazioni@chiesaperimr.ch.

2. Inserire il link a Chiesa per IMR in modo ben visibile nel proprio sito web.

3. Informare i propri membri in merito a Chiesa per IMR.

4. Fare una donazione per le nostre inserzioni e i nostri manifesti.

5. Visitare, sostenere, diffondere e organizzare personalmente eventi sull’iniziativa per multinazionali responsabili.